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L.  Cari lettori, se vi dicessimo che, tra le nostre vetture più amate, abbiamo anche una sposa, la gente cosa penserebbe?
D. I più anziani, i più affezionati, saprebbero che è il nome dato alla vettura tranviaria numero 3501. Non si sa perché, forse l’allora direttore generale ATM, Ingegner Paschetto, era tanto affezionato a quella vettura al punto che gli operai di via Manin furono leggermente ironici inventando questo nome”.

L.  Grazie Davide. È una vettura che abbiamo restaurato noi in ATTS?

D. In parte: noi adesso ne curiamo la manutenzione, ma il vero restauro, tenendo conto che è una vettura nata nel 1943, l’ha avuta in ATM. Venne distrutta da un bombardamento, e interamente ricostruita, nel 1946, nell’officina centrale ATM di via Manin, per questo forse il nomignolo affettuoso. Ma rimase single, infatti è un esemplare unico. Ha avuto una storia avventurosa: venne utilizzata sporadicamente in servizio – i prototipi, si sa, hanno sempre qualche problemino più delle vetture di serie – e poi accantonata, con pochi restauri, solo la colorazione, che passò all’arancione “ministeriale”. Ma la sua fortuna non era terminata: all’inizio degli anni 90, su tutta la rete tranviaria, per alimentare i tram, dalla rotella si passò al pantografo. E quale vettura venne utilizzata, attrezzata con entrambe le apparecchiature, per testare il funzionamento dei pantografi? Proprio lei, la Sposa. Dopo, venne a lungo abbandonata, ma poi, di nuovo recuperata, e restaurata, perché a Torino si giravano film – è o non è la patria del Cinema? – che richiedevano scene con tram storici. E così, la nostra Sposa, tornata alla sua veste originaria, dopo tante traversie è di nuovo rinata, diventando una delle ammiraglie della flotta dei tram storici, e fieramente esce e fa servizio ancora negli eventi speciali e sulla linea 7. 
Ma sai che c’erano anche le ballerine?”

L. Oh Davide, davvero? Come nel film di Pieraccioni, abbiamo ballerine di flamenco che ballano sui tram?


 
D. Ma no! magari! È il nome dato, sempre affettuosamente, alle vetture della serie 2000. Forse per la loro andatura sui binari, un po’ ondeggiante. Non ne esistono più, smisero di ballare.
E adesso, una cosa che certo sai anche tu. Se ti dico 2759, che mi rispondi?

L.   Due camere e cucina, questo è facile! Così chiamata perché nata dall’unione di due casse di vecchi tram con un modulo in mezzo privo di carrelli, perciò sospeso, come fosse un piccolo appartamento di città. E bisogna fare attenzione alla traduzione in inglese, perché la cucina, kitchen, non diventi un pollo, chiken. Lo so, è successo, sì, proprio a me, con i turisti stranieri, ma è stato divertente. In effetti in inglese è più nota come “two rooms and bath”, ma visto che il bath non c’è, mi piaceva di più la traduzione letterale. Senza sbagliare la pronuncia, ovviamente.

Andiamo avanti. Quali altri nomignoli curiosi ed affettuosi hanno le nostre vetture? Come dici? Una Pita?

D. Sì, e non è una tacchina, come il nome piemontese farebbe pensare.

L.  Ho capito! Era ed è il nomignolo affettuoso, dato da tempo immemorabile, sapete a cosa?

D. Alla motrice FTC 16, la motrice ferroviaria storica della Torino Ceres. Il suo andamento ondeggiante, come la sua sorella FTC 17, ha fatto nascere questo nomignolo e lo ha mantenuto ancora adesso. 

D. Bene, e se ti dico due piani su Torino? 
L.  Intuitivo, è il bus 2000 a due piani d’Italia 61, CV61, la sua sigla. Il bus più amato e pieno di nostalgia di tutta la città.

D. Lo sai che c’è anche un libro che ne parla?
 
L.  Certo, uno dei nostri libri ATTS, insieme a tanti altri molto particolari. 


Alcuni titoli li potete trovare nelle nostre manifestazioni o potete scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Tutte le informazioni sono sul nostro sito Libri - ATTS - Associazione Torinese Tram Storici ETS 
Cari lettori, siete soddisfatti? O la vostra curiosità si è maggiormente accesa?


D. Questi sono solo alcuni dei soprannomi che circolano da anni tra i volontari e gli appassionati. Se ne conoscete altri, raccontateceli quando verrete a trovarci...oppure venite a scoprirli di persona. Vi aspettiamo.

Fonti: 
“Le parole per dirlo”, articolo di Massimo Condolo, TTOggi n. 1/1992
“La motrice ATM Torino 3501 – scheda tecnica” a cura di Simone Schiavi, TranVai n. 0/2006
“LA SECOND LIFE DELLE PETER WITT”, Simone Schiavi, Tranvai 3/2009