È stata una sera particolare, quella di giovedì 20 novembre, per la vettura storica n.2598 ed i suoi passeggeri. Non solo, infatti, il connubio - già magico - tra Torino di notte, (con i suoi viali, le sue piazze, i suoi monumenti, bagnati dalla luce dei lampioni e dai riflessi sulle foglie autunnali), e l’attraversarla con una vettura tranviaria del 1933, ma anche quel pizzico di magia dato dalla lettura a bordo di alcuni brani di un libro.
Il titolo è “Come le notti del gelsomino”, di Letizia Battiato, cioè io che qui scrivo, e che ho letto ed interpretato brani dei racconti. La vettura n. 2598 ci fa portato in alcuni dei luoghi dove questi racconti sono ambientati, come Corso Vittorio Emanuele II, uno di quei “grandi viali” che, al suo arrivo in treno a Torino alla stazione di Porta Nuova, all’inizio degli anni ’70, la protagonista di un racconto, Vincenzina, percorre, iniziando a conoscere la città, proprio su un tram. Non era certo la stessa vettura, il nostro tram infatti prestò servizio fino agli anni ’60, ma forse una “sorella”, della serie 2500, come quelle vetture che ancora adesso viaggiano sulla linea “storica” n.7. Il nostro viaggio è proseguito verso Porta Susa, e poi si è aperto il grande spazio di Piazza Statuto, con la sua storia. E con un brano, proprio da “Come le notti del gelsomino”, novella che dà il titolo alla raccolta, dove il protagonista (che, tra l’altro, è autista di autobus) scopre il suo amore per una ragazza da poco conosciuta, e le regala dei fiori, ed i ricordi della sua vita. Ma anche un altro racconto, Emilie, è ambientato in questa Piazza, nel 1865, un’epoca che vedeva Piazza Statuto ancora sguarnita, senza le aiuole e senza il monumento al Freyus, ed invece solcata da carrozze e dai tram a cavallo. A proposito, non dimenticate che un esemplare (vero) di tram a cavalli (finti) è presente nella sala espositiva dedicata presso la Stazione Sassi della tranvia Sassi Superga, nata dalla collaborazione GTT-ATTS, con moltissimi oggetti interessanti sulla storia dei trasporti a Torino.
Il nostro viaggio è poi giunto al termine con il ritorno in Piazza Castello, ma la magia non è scomparsa, come le emozioni che ci hanno accompagnato. Soprattutto me. Emozioni che, sempre, si possono avvertire viaggiando con un tram storico nelle notti di Torino.
Questa volta, anche immaginando di sentire il profumo dei gelsomini.



