Uno dei primi romanzi – forse il primo in assoluto – a inaugurare il genere “libro dedicato a una città”, ormai ampiamente sdoganato, è forse La donna della domenica, scritto a quattro mani da Carlo Fruttero e Franco Lucentini e pubblicato da Mondadori nel 1972. In questo celebre giallo, il commissario Santamaria si trova a indagare il bizzarro omicidio dell’architetto Garrone, ucciso brutalmente con un fallo di pietra, un caso che sconvolgerà l’intero ambiente della borghesia torinese di quegli anni. Chi vive a Torino sa quale segno il romanzo in questione, e i suoi scrittori, ha lasciato sulla città e sui suoi abitanti. E questo è testimoniato dal fatto che ancora oggi si parla della Ditta – come venivano spesso chiamati F&L – e dei suoi libri, attraverso eventi, incontri, mostre e passeggiate letterarie. Ma forse non si era ancora vista una “passeggiata letteraria” dedicata a La donna della domenica su rotaie.
L’evento faceva parte della rassegna del Salone OFF, legata a sua volta alla manifestazione del Salone Internazionale del libro di Torino, è si è tenuto il 10 maggio sotto la tutela del Circolo del design e della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. Dopo il ritrovo al Circolo, con la possibilità di visitare brevemente la mostra allestita dai curatori Domenico Scarpa, Giacomo Papi, Maurizio Cilli e Stefano Mirti, la comitiva di “turisti letterari” si è spostata dalla sede del Circolo in via San Francesco da Paola in piazza Carlina dove, grazie alla collaborazione con l’Associazione Torinese Tram Storici, è stato possibile salire a bordo di una vettura d’epoca. Il tram 2598 è stato realizzato dalla Fiat Materfer negli anni Trenta e apparteneva a una serie di cento vetture ideate dall’Atm, ma vanta un periodo di servizio che attraversa gli anni Settanta, proprio gli anni Settanta in cui prende avvio la storia di La donna della domenica.
A inaugurare la partenza sono stati Davide Fenoglio, che ha fornito alcune informazioni dettagliate sul tipo di vettura su cui si trovavano i presenti e sul periodo storico di riferimento, e Carlotta Fruttero, che ha letto l’incipit del romanzo e ha raccontato alcuni aneddoti sul padre Carlo e sull’amico Lucentini.
Il tram ha percorso alcuni luoghi simbolici del romanzo, via Rossini, corso Regina Margherita – vicino al Balon, dove si svolge una delle scene più importanti del romanzo e dove i personaggi si ritrovano il sabato –, via Milano, via Bertola e piazza del Duomo. Il percorso è stato accompagnato da alcune letture, e, in aggiunta, da alcuni interventi da parte dei curatori della mostra. La vettura ha attraversato il traffico torinese e tutti hanno partecipato al magico rito collettivo di rievocare una Torino che non c’è più scoprendo i retroscena del romanzo, dei suoi personaggi, degli scrittori che l’hanno ideato e che hanno vissuto e amato per tanti anni la città. Un richiamo alla mostra allestita al Circolo del design, dove la città e i personaggi del romanzo sono stati esplorati attraverso gli appunti dei due scrittori, quotidiani e articoli di giornale, nonché richiami al mondo del design e alle copertine del romanzo pubblicate in tutto il mondo. Tutti questi elementi ricorrenti nelle idee di Fruttero e Lucentini sono serviti a dare un’idea precisa dell’urbanistica della città.
Al termine della corsa, in piazza del Duomo, dove nel romanzo trovano posto gli Uffici Tecnici del comune, l’evento si è concluso con una discussione sul legame tra Torino, la sua architettura e i romanzi di Fruttero e Lucentini. La Torino degli anni Settanta è indubbiamente una città dal volto irriconoscibile per i cittadini di oggi, ma lo spirito torinese, la leggendaria capacità di understatement che pervade il romanzo è sempre la stessa di allora e percorre sotterranea le sue vie e le sue piazze.
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