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Il tram a Messina ha origini in tempi ben lontani, risalenti sin dalla fine dell’800. Una volta era considerato il simbolo del progresso di trasporto pubblico, oggi  una piccola parte del TPL cittadino.

I binari tramviari furono inaugurati nel lontano 1890. La tramvia extraurbana a scartamento ridotto (950 mm) di una notevole lunghezza di 58 km partiva dal comune di Giampilieri Marina, attraversava la città dello Stretto per giungere al capolinea opposto nel comune di Barcellona Pozzo di Gotto. 

La linea era gestita dalla Société Anonyme des Tramways Siciliens (SATS). I primi servizi venivano fatti con convogli formati da 2 o più carrozze trainate da motrici a vapore.  Inizialmente il parco consisteva in 14 unità. Nel 1917 il tratto per Giampilieri fu elettrificata a 600V CC, facendo scendere le unità a vapore a 9, il necessario che serviva per la tratta per Barcellona con nuovo capolinea in piazza Cairoli.


Il bivio per Torre Faro in una  foto d'epoca (foto da https://it.wikipedia.org/wiki/Tranvia_Messina-Barcellona_Pozzo_di_Gotto)

La rete urbana vede la luce nel 1917, simbolo del rilancio logistico del litorale peloritano in ricostruzione in seguito al terremoto del 1908, con scartamento ridotto a 950mm. La SATS si dotò di 20 elettromotrici a 2 assi allestite dalle Officine Reggiane di Reggio Emilia con tensione d’esercizio a 600V cc, numerate da 1 a 20 impiegate inizialmente su 4 linee urbane e 1 extraurbana


In questa immagine un convoglio extraurbano a trazione elettrica diretto alla volta di Giampilieri  (foto da Rivista bus e tram elettrici, su L’eco del sud)

Nel 1920 il quadro generale delle linee tranviarie a Messina era il seguente:

Linee extraurbane:
Messina-Barcellona (rimasta con trazione a vapore, dal 1928 limitata a Villafranca Tirrena, chiusa nel 1932)
Giampilieri-Messina-Faro (chiusa nel 1949)

Linee urbane:
-  Gazzi-Ritiro
-  Gazzi-Dazio (esercitata dal 1926, era un servizio limitato della Gazzi-Ritiro)
- Gazzi-Ferry Boat (servizio per le stazioni ferroviaria e marittima; la linea urbana fu inaugurata in seguito alla cessazione del servizio extraurbano fino a tale capolinea)
-  Gazzi-Annunziata (esercita dall'inizio degli anni '20 lungo la parte rientrante nell'area urbana della linea Giampilieri-Messina-Faro)

Gli anni Trenta e il tramonto della tramvia:

Negli anni Trenta la SATS si dotò di altre 6 vetture elettriche a due assi (numerate 34÷39, rinumerate 40÷45 nel 1933) progettate ed allestite appositamente per la rete urbana peloritana dalla Carminati e Toselli. Nel periodo di massima espansione della rete, tra il 1931 e il 1937, si contavano ben 29 motrici marcianti. A inizio degli anni 40 furono acquisite delle motrici tranviarie a carrelli provenienti dalla rete di Modena. Il parco mezzi veniva rimessato nel deposito officina edificato nella zona di Gazzi successivamente convertito per i mezzi su gomma, gestito inizialmente dalla SATS e infine da ATM (Azienda Trasporti Messina), demolito negli anni 60 per fare posto all’edificio di amministrazione dell’omonima azienda. Venivano gestiti inoltre collegamenti straordinari durante la stagione estiva (Servizio Bagni), in concomitanza con gli spettacoli teatrali (Servizio Teatro) e lungo la tranvia a vapore veniva svolto il servizio straordinario per la Festa di Calvaruso. In tale periodo il traffico risultava in graduale aumento, furono attuati i lavori per il raddoppio dei binari in ambito urbano e fu modificato radicalmente il percorso per Ritiro dal Teatro Vittorio Emanuele a piazza Muricello: fu abbandonato il vecchio itinerario provvisorio via Vittorio Emanuele-Capitaneria-viale Principe Amedeo-via Canova-via Placida (aperto nel 1917 a causa della mancata disponibilità di parte di via Garibaldi) in favore del collegamento più corto Prefettura-via Garibaldi-Porto Salvo.

Nel 1931 ci fu l'inaugurazione di una diramazione che percorreva da via Cannizzaro fino a piazza XX Settembre.
Nel 1932 si vede la fine del servizio con trazione a vapore, in seguito alla soppressione della linea Messina-Villafranca Tirrena.
Nel 1933 fu inaugurato una linea extraurbana limitata tra Mili e Ganzirri, che durerà sino al 1938.

Nel 1937 tramontò il servizio sulla diramazione per il capolinea "Ferry Boat" e su quella di via Cannizzaro fino a piazza XX Settembre. Queste furono le prime chiusure della rete, seguite, nel 1939, dalla soppressione della linea per Ritiro e quindi dei collegamenti urbani Gazzi-Ritiro e Gazzi-Dazio, sostituiti con autolinee.

Durante la Seconda Guerra Mondiale continuarono ad essere in servizio la linea urbana Gazzi-Annunziata e la linea extraurbana Giampilieri-Messina-Faro, dal 1933 solo formalmente spezzata nella Cairoli-Giampilieri e Cairoli-Faro.

Il 18 giugno 1942 i collegamenti extraurbani subirono la sospensione del servizio tra Mili e Giampilieri e tra Messina e Torre Faro (il collegamento tranviario lungo quest'ultimo itinerario non riprenderà più, prima sostituito da autobus e poi definitivamente soppresso nel 1948).

Il servizio tranviario fu sospeso il 25 maggio 1943 a causa dei danni causati dai bombardamenti.

Sopravvissuto, pur con ingenti distruzioni, ai bombardamenti, ciò che restava della rete tranviaria messinese fu gradualmente ripristinato ed i tram ripresero dunque a sferragliare per le vie cittadine il 14 settembre 1945, quando venne riaperto il servizio urbano tra Provinciale e Annunziata e quello extraurbano tra piazza Cairoli e Tremestieri. Nel dicembre 1946 il servizio extraurbano venne esteso a Moleti e nel gennaio 1949 i tram ritornarono a Giampilieri. Le soggezioni dovute alla sopravvivenza di tratte a binario unico, la necessità di rinnovare materiale e impianti e soprattutto un clima all'epoca non favorevole agli investimenti nei trasporti pubblici a impianto fisso condussero in breve tempo alla chiusura della rete tranviaria "storica", avvenuta il 19 febbraio 1951.

 


(foto da Antica Messina, Facebook)


Il tram percorrere corso Garibaldi (molto più ampia rispetto a oggi) con incrocio con via I Settembre. Nello sfondo si intravede la piccola cupola della chiesa dei catalani. (foto da: C’era una volta Messina, la storia del tram in 10 foto, su normanno.com)