TRANVàI 2.0 - SETTEMBRE 2021

Ritorno in Fiera. Model Expo Italy 2021

di Davide Fenoglio

 

Negli ultimi mesi molte nostre attività sono gradualmente riprese, seppur in forma ridotta.

Tra queste mancava ancora la partecipazione a fiere o eventi espositivi. Negli scorsi anni l’ATTS ha partecipato a numerose manifestazioni di questo tipo in Italia e all’estero. In particolare il settore modellismo è quello che più si muove verso destinazioni lontane dalla nostra città, portando in giro la nostra storia, i nostri progetti, le nostre realizzazioni. Model Expo Italy è un evento a cui partecipiamo da molto tempo, grazie anche alla preziosa collaborazione che si è instaurata con l’ente fieristico di Verona. Di anno in anno il nostro plastico, composto da oltre 10 moduli, realizzati dai soci modellisti si è ingrandito ed arricchito proprio in vista della partecipazione a questa fiera che in genere si tiene nel mese di marzo. A causa della pandemia l’edizione del 2020 è stata più volte rinviata fino a essere spostata a settembre 2021.

Così il 4 e 5 settembre ci siamo ritrovati tra i padiglioni della Fiera di Verona ed è stata l’occasione per rivedere tante persone, salutare vecchi amici e confrontarsi con altri esperti di modellismo.

Sul nostro plastico la novità di quest’anno è rappresentata del modulo “Trattoria”. Prima dal deposito tranviario due binari si staccano dalla linea principale e conducono ad un capolinea con raddoppio seguito dall’anello di inversione, situato in mezzo al verde. Dal punto di vista di chi sta sul tram, superato l’anello e ritornati sulla linea principale, è visibile l’edificio della trattoria, elemento da cui il modulo trae il nome. L’edificio conferisce a quella parte del plastico un aspetto quasi di campagna. Infatti è un capolinea che si trova in periferia dove i grandi palazzi e le strade trafficate cedono il passo alle casette e ai campi coltivati. Poco oltre si arriva al capolinea del Gerbido, ormai limite esterno della città.

Dal lato opposto, invece i binari proseguono verso il centro cittadino. Il primo spazio che si incontra è una piazza con mercato, seguita da un’altra piazza più aulica con una fontana al centro. Da lì si apre il grande e trafficato viale che conduce in piazza Statuto. Siamo così arrivati nel pieno centro cittadino.

Dal deposito fanno capolino anche nuovi mezzi: sono i tram serie 3000 dell’ATM Torino realizzati sia nella versione originale in due toni di verde, che in quella post ricostruzione. Dal momento che questi tram sono stati prodotti anche per la città di Madrid non poteva mancare la versione bianca e blu in servizio in questa città.

Il plastico ATTS non solo è affollato di tram di varie epoche e città, ma una grandissima collezione di autobus, automobili e altri mezzi particolari popola le strade di questa Torino in miniatura. Così le varie scenette ci raccontano di incidenti con intervento delle forze dell’ordine e di carri attrezzi, di lavori di ristrutturazione di palazzi ed edifici con impalcature, di manutenzioni stradali, di passeggeri alle fermate, di bambini al parco e di tanto altro.

L’arredo urbano è arricchito dalla segnaletica orizzontale e verticale, dai bidoni per la raccolta dei rifiuti, dai lampioni funzionanti, da fontane, panchine, edicole, parcheggi, capilinea. Tutto è molto realistico e realizzato con cura e attenzione ai particolari.

Infine non poteva mancare un grande espositore con i modelli di autobus più grandi, in scala 1:43. I bus di vari colori, epoche e dimensione hanno attirato l’attenzione dei visitatori quanto i numerosi tram in funzione sul plastico.

Sicuramente l’entusiasmo che ci ha dato la partecipazione alla fiera e il divertimento che scaturisce dalla nostra passione, ma anche dallo stare insieme ci fa ben sperare per il futuro e la ripresa di questa attività. Quello che è certo è che il plastico ATTS non si ferma ed i nostri soci hanno già in progetto grosse novità che sperano di poter presentare al più presto.

UN CANTIERE CHE FA RIEMERGERE UN PASSATO INASPETTATO
di Luca Giannitti 

Via XX Settembre è da tempo oggetto di un impegnativo cantiere che vede coinvolte diverse aziende tra cui il Gtt in quanto sono in fase di rinnovo diversi sottoservizi (come l'impianto fognario) ed è previsto anche il rinnovo dei binari del tram nel tratto compreso tra corso Vittorio Emanuele II e via Bertola. Le rotaie della via sono piuttosto malandate sia per il forte utilizzo, sia per l'età avanzata: l'ultimo rinnovo risale all'estate del 1984. A nord di via Bertola i binari erano già stati cambiati con la riqualificazione del 2004 mentre il breve tratto all'altezza di piazza Paleocapa era stato rinnovato in occasione della rimozione del binario di via San Quintino (estate 2003), ma tutto il resto ha raggiunto la veneranda età di 37 anni.
Durante un sopralluogo di routine si è finito con il fare una scoperta inaspettata. I lavori non stanno ancora interessando l'armamento del tram, ci sono scavi legati all'impianto fognario con svariati pozzi di ispezione che occupano il lato sinistro della strada. Salvo le transenne di chiusura della strada, dal punto di vista dell'impianto tranviario il cantiere non presentava nulla di rimarcabile finché non si è notato un pezzetto di binario lungo circa 40 cm appoggiato vicino a un escavatore.

Il primo pensiero sovvenuto era che la rotaia fosse stata interrotta per uno scavo trasversale: ma tornando indietro ed esaminando con più cura tutto, non si è trovato nessuno spezzone mancante. Com'era quindi possibile? Da dove veniva quel binario? L'immagine in basso è stata scattata quasi all'angolo con via Arcivescovado e un flash riporta alla memoria una immagine anni '30 (poco più in basso):


Al tempo via XX Settembre era percorsa in un doppio senso tranviario, solo il 15 giugno 1951 la via diventerà definitivamente a senso unico e i tram diretti verso Porta Nuova verranno spostati su via Arsenale (un tentativo era stato fatto già nel 1934-38 senza però successo). I binari saranno quindi stati rimossi negli anni successivi, ma la particolare tecnica costruttiva ha portato a una rimozione parziale. Qui sotto si vede una cartolina anni '50 in cui si può notare in primo piano il binario ovest di via XX Settembre tagliato ma non ancora rimosso. Curioso il fatto che nel tratto a nord di via Bertola, la strada tornerà a doppio senso di marcia fino al 2000 quando il completamento del sottopasso di Porta Palazzo modificherà la viabilità nella condizione odierna, ovvero con il senso unico da sud verso nord.

Può essere che quel binario fosse ancora un resto di quel binario antico?

Negli anni Trenta, soprattutto in epoca di autarchia, l'uso di tutte le materie prime subì una forte razionalizzazione e per risparmiare un po' ovunque si escogitarono degli accorgimenti tecnici che in questo caso prevedeva l'assenza di traversine e la presenza di numerosi piccoli plinti in calcestruzzo in cui venivano annegate le "caviglie" che avrebbero fissato le rotaie.


Nelle due foto storiche qui in alto si nota molto bene sia il plinto sia l'attacco, esattamente lo stesso del pezzo riemerso in via XX Settembre. Questo significa che quando rimossero le rotaie tagliarono le parti non fissate agli attacchi mentre lasciarono sepolti gli spezzoni legati ai plinti. Spezzoni che oggi riemergono dal sottosuolo della via. Incredibile ma vero, dopo una settantina di anni dalla loro scomparsa questi binari tornano alla luce, per altro in condizioni di conservazione più che buoni. La rotaia è piuttosto usurata, si vedono segni anche nella gola (segno che il binario era giunto a fine vita), ma gli attacchi per il calcestruzzo sono integri o quasi. Sembra impossibile, tutto questo denota come in tutti questi anni nessuno ha mai scavato a fondo nella strada, ma ci si è sempre solamente fermati ai centrimetri superficiali.

Tornando alla tecnica costruttiva, occorre dire che tutt'oggi è utilizzata e sulla rete torinese si può incontrare in corso Svizzera: in fin dei conti le idee innovative applicate negli anni Trenta non erano poi così sbagliate.