TRANVàI 2.0 - MAGGIO 2021

Il recupero del tram 3201
di Davide Fenoglio

 

La 3201 è una vettura appartenente alla serie 3100-3224, costruita dalla Fiat Materfer tra il 1949 e il 1958 sullo stesso schema del prototipo 3001 e delle motrici serie "1000" delle tranvie di Madrid.

Diversi tram della stessa serie sono stati recuperati nel corso degli anni. Nel 2001 l'ATM ha restaurato parzialmente la 3203 e la 3279 che vennero ridipinte nella livrea originale degli anni Cinquanta in due toni di verde. Fu ripristinato il posto bigliettaio, ma non furono fatte modifiche né nel numero di porte, né alla cassa. La 3279 ha partecipato alle riprese del film di Gianni Amelio "Così ridevano", girato a Torino ed ambientato negli anni dell'immigrazione dal sud Italia. Nel 2009 la 3265 è stata donata dal GTT alla rete di Santos, in Brasile, per ampliare il parco veicoli della loro linea tranviaria storica, divenendo il “Tram Cafè” (ne abbiamo parlato nel Tranvai di luglio 2020). Nel 2007 la 3179 è stata modificata in "Tram Teatro" con l’apertura quasi completa di una fiancata, che è stata modificata e resa ribaltabile creando così un palco. È il primo ed unico tram al mondo allestito con questa funzione. La 3262 è stata concessa in comodato d’uso all'associazione Diogene ed utilizzata come sede del progetto “Bivacco Urbano”, originale residenza per artisti. La cassa della 3186 è stata donata al comune di Gabiano, in provincia di Alessandria in cambio della cassa della più storica 614. Nel corso del 2009 ATTS ha recuperato la 3104 al fine di riportarla alle condizioni pre-1977. Il tram è stato restaurato e dall'ottobre 2010 è parte del parco storico torinese. L’ATTS ha preservato anche la 3216 per un futuro restauro.

Ma torniamo alla nostra 3201.
Come tutte le altre vetture della serie nel 1977 è stata ricostruita dalla Viberti-Seac. L'operazione, necessaria per adeguare la motrice alla riscossione a terra, ha comportato l'apertura di una quarta porta, la sostituzione delle testate anteriore e posteriore e la riverniciatura in arancione e grigio. Il mezzo è rimasto attivo fino al 2003 quando, insieme ai rimanenti tram della serie, è stato tolto dal servizio. Inizialmente è stato portato nel tunnel tranviario dello Stadio delle Alpi, che in quel periodo non era utilizzato e poi nel deposito abbandonato “Regina Margherita” di Collegno.
Nel 2013 l’ATTS ha acquisito il tram per salvarlo dalla demolizione in occasione dello svuotamento dello stesso deposito. Era una delle vetture meno danneggiate dagli atti vandalici compiuti durante il periodo di accantonamento. È stata poi trasferita presso la Metalmeccanica Moretta, in provincia di Cuneo. La ditta offre uno spezzone di binario dove poter tenere sotto un telone il tram. Dopo quasi due anni di permanenza all’aperto il telone utilizzato per proteggere il tram è molto danneggiato e non offre più la protezione che garantiva fino a poco tempo prima. Inoltre la distanza da Torino limita molto le occasioni in cui fare degli interventi di manutenzione ordinaria e protettivi.
Nel 2016 l'azienda viene posta in liquidazione e il tram deve essere sgombrato anche da Moretta. L’ATTS riporta il tram a Torino dove, per concessione di Gtt, è disponibile un tratto di binario all'interno del deposito della metropolitana a Collegno. Il deposito della metropolitana è un sito molto più vicino e grazie alle autorizzazioni concesse da Gtt ai soci operativi ATTS addetti al restauro, è possibile intervenire sui tram ospitati per una serie di manutenzioni indispensabili per preservare nel tempo lo stato del mezzo. Tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017 il primo intervento è stato quello della rimozione dei graffiti che deturpavano il tram da lunghi anni. Contemporaneamente si è ripresa la carrozzeria nei punti in cui la ruggine stava iniziando a "mangiare" le lamiere e si è ripulito l’interno.

A cinque anni dal suo arrivo a Collegno, il 9 aprile 2021 la 3201 lascia il deposito della metropolitana diretta verso la provincia di Brescia, dove presso la ditta BM Carrozzerie s.r.l. inizierà un percorso di ristrutturazione. Grazie all'interessamento della ditta Fiammengo Federico s.r.l. e al suo indispensabile contributo il tram sarà restaurato inizialmente staticamente per poi, dopo un ulteriore intervento, tornare a circolare.


1. La 3201 in servizio sulla linea 12 (anni ’80)
2. La 3201 accantonata al deposito Regina Margherita di Collegno (2013)
3. La 3201 presso la Metalmeccanica Moretta (2013)
4. La 3201 presso la Metalmeccanica Moretta (2015)
5. La 3201 al deposito della Metropolitana di Collegno (2016)
6. La 3201 dopo i primi lavori a cura dei soci operativi ATTS (2017)
7. La 3201 durante le operazioni di carico in vista del trasferimento presso la ditta che curerà il restauro (2021)
8. La 3201 durante le operazioni di carico in vista del trasferimento presso la ditta che curerà il restauro (2021)
9. La 3201 durante le operazioni di carico in vista del trasferimento presso la ditta che curerà il restauro (2021)

 

Requiem per i tram della Coruña

di Roberto Cambursano

 

La Coruña (ufficialmente “A Coruña”, in lingua galiziana) è una città di circa 250.000 abitanti che si trova all’estremità nord-occidentale della Spagna”, dotata di un importante porto sull’Oceano Atlantico. Il nucleo storico sorge su una penisola, sulla cui estremità si trova la “Torre di Ercole”, un faro di origine romana che è il simbolo della città.

I primi tram a cavalli iniziarono a circolare alla Coruña nel 1903, poi soppiantati dalla trazione elettrica nel 1913. La rete tranviaria originale, seguendo il destino comune a tutte le città spagnole, fu chiusa nel 1962 e rimpiazzata dai filobus, che a loro volta cedettero presto il passo agli autobus.

Negli anni Novanta il tram sembrò tornare di moda anche qui, considerato che in Spagna la fase di “rinascita tranviaria” era iniziata con l’inaugurazione della prima rete di nuova generazione a Valencia nel 1988 e sarebbe proseguita con Alicante nel 1999, per poi svilupparsi a ritmi decisamente veloci nelle altre città nella prima decade degli anni Duemila.
 
Il 10 maggio 1997 si inaugurò alla Coruña il primo tratto di una linea tranviaria storica a scartamento metrico, gestita con materiale d’epoca finemente restaurato, che nelle intenzioni delle autorità cittadine avrebbe dovuto “tirare la volata” alla costruzione di una rete tranviaria moderna formata da tre linee, che però non fu mai realizzata.
La linea storica, gestita dall’azienda di trasporto municipale (“Compañia de Tranvias de La Coruña”), era pensata in chiave essenzialmente turistica e costeggiava il mare senza entrare nel nucleo urbano più abitato; dotata per la gran parte di doppio binario, inizialmente collegava il Castello di San Anton alla Torre di Ercole, poi fu prolungata negli anni seguenti nelle due opposte direzioni. La costruzione della linea tranviaria si svolse in parallelo a quella di un nuovo ampio viale lungomare, completando così il periplo dell’intera penisola sui tre lati e raggiungendo nel 2003 uno sviluppo di quasi 6 km, da Puerta Real a Las Esclavas. Fu realizzato un piccolo deposito in prossimità della “Torre di Ercole”, che fungeva anche da museo, pensato specialmente per le viste di scolaresche che avvenivano mentre si svolgevano le manutenzioni dei tram.
La flotta operativa era formata da 5 veicoli a due assi:
No. 27 integralmente ricostruito da CAF nel 1995 usando parti di tram di Lisbona;
No. 32 originale della Coruña, costruito da Brill nel 1919;
No. 100 ex 743 di Lisbona costruito da Maley & Taunton nel 1947, scartamento modificato da 900 a 1000 mm;
No. 101 ex 712 di Lisbona costruito da Maley & Taunton nel 1936, scartamento modificato da 900 a 1000 mm;
No. 201 ex 223 di Oporto costruito da Brill nel 1945 e modificato con cambio scartamento nel 2008.
Inoltre, furono acquisiti altri due tram di Oporto (Ni. 212 e 214 costruiti da Brill rispettivamente nel 1939 e nel 1946), rimasti inattivi allo stato di origine con scartamento di 1435 mm e mai modificati, e un tram ex-Saragozza (No 57, mai entrato in servizio pubblico).
Nel 1999 fu provato sui binari della Coruña un modernissimo tram Combino della Siemens, nell’ambito di un tour dimostrativo in varie città.
 
Fin dall’inizio, l’esercizio della linea fu afflitto da problemi dovuti a difetti di costruzione dell’infrastruttura (realizzata da imprese locali senza alcuna esperienza): fondazioni instabili, binari mal finiti, linea aerea difettosa. Tutto ciò fu causa di numerosi incidenti, tra cui deragliamenti di veicoli e rotture di impianti (ben 56 incidenti fra il 2003 e il 2011!), che costrinsero a una continua e imprevista serie di interventi manutentivi e finirono per convincere la pubblica amministrazione che la gestione era economicamente insostenibile.
La linea circolava con un intervallo regolare dei passaggi di 20 minuti tutti i giorni nel periodo estivo, mentre d’inverno era attiva solo nei fine settimana con una corsa ogni ora. Negli anni migliori, arrivò a trasportare circa 1000 persone al giorno nel periodo estivo.
Il servizio cessò il 7 luglio 2011: a seguito di un ennesimo deragliamento, l’esercizio fu sospeso “temporaneamente” per motivi di sicurezza e non fu più riattivato. Le perdite economiche accumulate nel frattempo, sommate agli altissimi costi preventivati per la sistemazione delle infrastrutture, furono determinanti nella decisione di non fare nulla.
Oggi sono visibili gli impianti tranviari abbandonati, ancora presenti su una buona parte del percorso: spiccano i pali della linea aerea in stile “art déco” e dal vistoso color aragosta. Il deposito è inaccessibile, parzialmente deteriorato a causa di difetti di progettazione e ricoperto di erbacce, con i tram ancora rimessati all’interno e parzialmente graffitati.
L’ ultimo atto formale da parte dell’amministrazione comunale è stato, nel dicembre 2020, la rescissione del contratto di concessione ancora vigente con la Compañia de Tranvias, accompagnato da un indennizzo di 490.000 Euro: con questo si è decretato in modo inequivocabile la fine della linea tranviaria storica della Coruña.
Le infrastrutture saranno progressivamente smantellate e i tram saranno venduti: pare che la città di Soller nelle isole Baleari (dove è in funzione una linea tranviaria storica) abbia manifestato interesse a rilevarli.
 

 

IMMAGINI
fig.1 – Foto Dirk Budach 2008 / Il tram “replica” n. 27 ripreso all’entrata del deposito. Sullo sfondo si nota la Torre di Ercole.
fig.2 - Foto Dirk Budach 2008 / I tram n. 32 in livrea gialla (originale della Coruña) e 101 in livrea blu (ex-Lisbona) in linea.
fig.3 – Foto Dirk Budach 2004 / lI tram n. 100 in livrea blu (ex-Lisbona) in servizio.
fig.4 – Foto Dirk Budach 2009 / lI tram n. 201 in livrea gialla (ex-Oporto) in deposito.
fig.5 – Foto Dirk Budach 2009 / l tram n. 212 e 214 con la livrea originale bianco-marrone (ex-Oporto) in deposito. Sulla destra si intravede il tram n. 57 in livrea verde (ex-Saragozza).
fig.6 – Foto Roberto Cambursano 2019 / Il deposito visto dall’esterno nello stato attuale.
fig.7 – Foto Roberto Cambursano 2019 / La linea abbandonata (tratto a dippio binario a nord-est) nello stato attuale.
fig.8 - Foto Roberto Cambursano 2019 / La linea abbandonata (tratto terminale a binario unico a sud-ovest) nello stato attuale.
fig.9 - Foto Roberto Cambursano 2019 / Panorama del Paseo Maritimo dalla Torre di Ercole: si intravedono il deposito sulla sinistra e i pali della linea aerea lungo tutto il viale.