TRANVàI 2.0 - GIUGNO 2021

DESIDERIO, TRAM ETNICO DI RICHI FERRERO
di Luca Giannitti 

 

Questa storia rappresenta il canto del cigno di una motrice serie 3250, la 3263 per la precisione, protagonista di uno spettacolo (l'installazione itinerante "progetto Desiderio - Tram Etnico") in occasione della Festa del Piemonte, tenutasi tra il 22 maggio e il 5 giugno 1994. Da un’idea di convivenza multietnica prese il via "Desiderio - Tram Etnico", nato dalla opportunità di ascoltare le voci di tutti i gruppi etnici presenti nella regione Piemonte. Per dare voce e significato alla proposta fu scelto il tram, che per antonomasia raccoglie al suo interno persone di ceto, origini e appartenenze differenti.

L'allestimento prevedeva un mosaico di specchi realizzati con pellicola riflettente, che ricopriva interamente l’esterno del tram, su cui si sarebbero specchiate vie e piazze, creando suggestioni di architetture in movimento. Colori fluorescenti trasformavano l’interno del tram in un luogo irreale, quasi onirico, dove trovavano posto vere e proprie sculture: uomini e donne di un futuro prossimo, simili a noi, ma morfologicamente diversi: braccia lunghissime, teste sovradimensionate... Sedici statue in rappresentanza di tutte le etnie presenti sul territorio. Questi uomini del futuro interagivano coi viaggiatori reali parlando piemontese, arabo, francese, italiano, africano, cinese ed occitano e un sistema video a circuito chiuso restituiva in tempo reale le immagini di una Torino dell'anno 4.000: palazzi dai colori fluorescenti; il Po con le acque argentee; la Gran Madre trasformata in moschea; piazza Vittorio Veneto trasformata come in un quadro metafisico.

Il tram, esso svolse servizio tra piazza Castello, via Po e la Gran Madre con partenze ogni 25 minuti nel periodo compreso tra il 22 maggio e il 5 giugno 1994. Dopo questo servizio il tram venne alienato e alcune immagini lo ritraggono presso il demolitore ancora con la pellicola riflettente esterna.

 

Immagini
1-2 allestimento della vettura presso l'officina centrale
3 bozzetto della vettura
4-8 allestimento dei manichini
9-13 vettura 3263 in servizio
14 la 3263 presso il demolitore

Il progetto fu ideato e diretto da Richi Ferrero con la compagnia di teatro di ricerca "Granserraglio", da lui fondata nel 1971 con Mariano Meli, Gianna Franco e gli attori della compagnia sperimentale Zoo di Michelangelo Pistoletto. Per la realizzazione si avvalse della collaborazione di svariati enti come Casa delle Culture, Centro Iniziative per l’Europa, Amnesty International, Teatro Stabile Torino e Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte.

Richi Ferrero nasce a Torino il 25 marzo del 1951. A quindici anni inizia un lungo viaggio (durato 4 anni) in autostop per l’Europa e l’Oriente, nei quali si mantiene suonando nelle metropolitane delle grandi città. Sono anni ricchi di incontri e di esperienze significative, che avranno per Ferrero un peso determinante in tutto il suo percorso artistico e creativo. Tornato a Torino, fonda nel 1971 la compagnia di teatro di ricerca il Granserraglio che, dieci anni dopo, s’imporrà a livello nazionale con lo spettacolo "Donne: Storie di ordinaria follia" nel quale Ferrero interpreta Charles Bukowski: due stagioni per duecento repliche in tutta l’Italia, da Bolzano a Messina. Tra il 1988 e il 1989 Ferrero ritorna al teatro di palcoscenico, con particolare attenzione alla drammaturgia contemporanea. Con "Desiderio - Tram etnico" (1994), una installazione itinerante, è sempre più evidente la vocazione di Ferrero di eleggere a palcoscenico la città, teatralizzando elementi tipici del tessuto urbano come il tram. Nello stesso anno cura la regia per il Granserraglio di un colossale spettacolo nel Parco della Palazzina di Caccia di Stupinigi: "Il Teatro del Fuoco". Nel 1997 Ferrero è incaricato dalla Regione Piemonte e dal Museo Nazionale della Montagna dell’illuminazione permanente del Forte di Exilles: si tratta della prima applicazione dei criteri illuminotecnici teatrali ad un’opera architettonica. Nel 1998 nasce a Torino “Luci d’Artista”, rassegna d’arte sul tema della luce con installazioni inserite nel tessuto urbano. Ferrero per la prima volta viene chiamato a partecipare ad una "collettiva" che vede coinvolti importanti nomi dell’arte visiva. Una gigantesca gru edile trasformata in scultura di luce è l’elemento dominante delle tre opere presentate nelle tre edizioni consecutive della manifestazione: "Porto Palazzo", "Imbarco Torino", Lucedotto". Nel 2009 il suo ventennale lavoro di sperimentazione con la luce nera di wood, viene presentato in una mostra personale, "Luce Nera", presso la Gagliardi Art System Gallery di Torino. In occasione della mostra viene realizzato l'intervento artistico "Re di Fiori" sul monumento a Vittorio Emanuele II.

TRAFFICO SOTTO IL CERVINO

di Roberto Cambursano

 

La ferrovia del Gornergrat (“Gornergratbahn”) è situata in Svizzera nel Canton Vallese e collega la cittadina di Zermatt con la cima del Monte Gornergrat nelle Alpi Pennine. Raggiunge una massima pendenza del 20%, mantenendosi su una media del 16%, ed è provvista di cremagliera Abt sulla sua intera lunghezza di 9,3 km.

Zermatt è oggi una località turistica di fama internazionale, situata ad una altitudine di 1600 metri al termine della valle percorsa dal torrente Matter Vispa che termina alla base dell’imponente parete nord del Cervino, icona delle Alpi; divenne nota nel 1865 dopo la prima scalata del Cervino (o Matterhorn, alto 4477 metri) ad opera dell'inglese Whymper e prima della costruzione della ferrovia proveniente da Visp era uno sperduta borgata collegata al fondovalle esclusivamente da una mulattiera; a partire dal 1971 i turisti possono arrivarci solo in treno, essendo obbligati a lasciare l’auto alla precedente stazione di Tasch. Le Alpi Pennine delimitano il confine tra Svizzera e Italia e fanno da spartiacque fra il Mar Mediterraneo (bacino del Rodano) e il Mare Adriatico (bacino del Po); comprendono 41 vette alte oltre 4000 metri (la metà del totale delle Alpi), culminando nei 4634 metri s.l.m. della Punta Dufour sul Monte Rosa. Il Gornergrat (3135 metri s,l.m.) è un’altura panoramica a forma di panettone situata su una dorsale che domina il ghiacciaio omonimo alle pendici del Monte Rosa: da esso si possono ammirare molto bene, tra l'altro, le pareti nord ed est del Cervino.

La Gornergratbahn (GGB), oltre ad essere una delle più famose ferrovie di montagna del mondo, detiene il primato di linea a cremagliera più frequentata: il suo livello di carico complessivo sfiora infatti i quattro milioni di viaggiatori all'anno! Aperta al traffico nel 1898, funzionò all'inizio solo d'estate; nel 1927 venne avviato anche il servizio invernale, che dal 1950 superò quello estivo nei valori di affluenza di pubblico e, col crescere della pratica dello sci, divenne sempre più importante: proprio d’inverno l’affluenza raggiunge i massimi livelli, funzionando da impianto di risalita principale per il comprensorio sciistico del Gornergrat.
La stazione di valle è situata nell’abitato di Zermatt, nelle adiacenze della stazione terminale della ferrovia a cremagliera proveniente da Visp nella valle del Rodano gestita dalla compagnia MGB (Matterhorn Gotthard Bahn), che assieme alla GGB fa capo alla stessa holding denominata BVZ. Le due ferrovie hanno in comune lo scartamento (1000 mm) e il tipo di cremagliera (Abt a due lamelle) e sono collegate da un raccordo di servizio che permette il reciproco scambio di veicoli rimorchiati; il sistema di alimentazione elettrica è invece diverso (corrente alternata trifase per la Gornergratbahn e monofase per la Briga-Visp-Zermatt), il che costringe a una gestione separata.
Pur non essendo la linea più alta d'Europa (è superata dalla cremagliera della Jungfrau), è però quella con il percorso sommitale a cielo aperto situato a quota più elevata; le condizioni climatiche avverse furono causa di grandi problemi durante la fase di costruzione e favorirono la scelta della trazione elettrica anziché di quella a vapore, cosicchè il Gornegrat fu la prima ferrovia elettrica a cremagliera della Svizzera e la seconda al mondo (dopo quella del Mont Salève in Francia).
Il tracciato originario era tutto a semplice binario, con brevi tratti di raddoppio per gli incroci in corrispondenza delle quattro stazioni intermedie, e giungeva fino alla località di Giffhüttli, circa 400 metri prima dell'attuale capolinea; nel 1909 il binario raggiunse la nuova stazione sommitale, a 3089 metri di quota, portando la lunghezza complessiva del percorso a 9339 metri e il dislivello tra i due estremi a 1485 metri. In varie fasi successive, fra il 1963 e il 1986, il binario venne parzialmente raddoppiato allo scopo di aumentare la potenzialità della linea nel suo tratto superiore (situato all'interno del comprensorio sciistico): il doppio binario è presente oggi su un totale di 3950 metri di linea e permette di programmare nel periodo invernale una corsa ogni 12 minuti in entrambe le direzioni fra le stazioni di Riffelberg e di Gornergrat, uno spettacolo di intenso traffico nella neve veramente impressionante!
Di notevole interesse ingegneristico è il viadotto sul torrente Findelenbach, lungo 90 metri a alto 50 metri, situato nel secondo chilometro di linea a partire da Zermatt.
Come sistema di alimentazione fu scelto quello in corrente alternata trifase, con tensione di 550Volt e frequenza di 40 Hertz (poi portato nel 1930 a 650 V e 50 Hz e infine a 725 V e 50 Hz nel 1947) secondo il progetto presentato degli ingegneri Charles E. L. Brown e Walter Boveri e giustamente allora ritenuto ideale per una ferrovia di montagna in forte pendenza. Si tratta della prima ferrovia a cremagliera trifase del mondo, in quanto precedette di un solo mese (20 agosto contro 20 settembre!) l'inaugurazione del primo tratto della coeva linea della Jungfrau, costruita con i medesimi criteri.

Il parco rotabile originario comprendeva quattro locomotori a due assi lunghi 4,13 metri, costruiti in Svizzera dalla SLM di Winterthur con equipaggiamento elettrico BBC, poi integrati da una quarta unità nel 1930: ogni locomotore era accoppiabile a un semi-rimorchio tipo Rowanwagen dotato di un carrello sul lato monte; a quest'ultimo poteva essere agganciato un altro rimorchio, sempre a monte del convoglio, portando la capacità di carico a 110 persone per convoglio; la velocità raggiungibile sulla massima pendenza era di 7,3 km/ora. Fra il 1947 e il 1961 furono immesse in servizio 12 elettromotrici a due carrelli da 110 posti lunghe 15,1 metri, che rimpiazzarono i convogli Rowan, seguite fra il 1964 e il 1974 da quattro unità articolate a due casse e quattro carrelli da 240 posti lunghe 30,5 metri, tutte sempre di fabbricazione SLM/BBC e con caratteristiche tecniche simili alle precedenti; con questi veicoli la velocità massima raggiungibile fu elevata a 14,3 km/ora.
Nel 1981 entrarono in servizio due nuovi convogli SLM/BBC formati da una motrice monocassa a due carrelli a trazione integrale e un rimorchio semipilota, in grado di portare 240 passeggeri: furono le prime motrici ad azionamento elettronico, dotate di motori in corrente continua alimentati da un convertitore di bordo per il passaggio da corrente alternata trifase a continua.
Nel 1993 si aggiunsero altre quattro elettromotrici articolate più moderne ad azionamento elettronico, sempre a due casse e quattro carrelli con 256 posti (di cui 128 seduti) lunghe 32,3 metri, che possono circolare in composizione multipla e possono raggiungere sul tratto più acclive la velocità massima di 28 km/ora e compiere l'intero tragitto ascendente in 33 minuti. Anche in questo caso la casa costruttrice fu la SLM, con equipaggiamento elettrico fornito dalla ABB (nel frattempo subentrata alla BBC).
Le motrici più recenti sono le quattro snodate a due casse e tre carrelli a pianale parzialmente ribassato costruite dalla Stadler (la casa svizzera erede della SLM, specializzata in rotabili a cremagliera), lunghe 33,2 metri ed entrate in servizio nel 2006, che possono circolare in multiplo anche accoppiate alle motrici precedenti: sono possibili composizioni fino a quattro unità accoppiate, con una capacità di carico di ben 960 passeggeri per treno!
Completano il parco rotabile numerosi veicoli di servizio (carri merci, spazzaneve e veicoli tecnici ricavati dalla ristrutturazione di vecchie motrici); esiste anche un piccolo scalo merci dotato di due binari presso la stazione di Findelbach.

Per concludere, ecco un particolare curioso: la stazione di Riffelalp è collegata al vicino omonimo Hotel (2211 metri sl.m.) dal “Riffelalptram”: su un tratto di binario indipendente ad aderenza naturale lungo 675 metri e con scartamento di 800 mm circolano d'estate due piccoli veicoli elettrici alimentati a batteria (un tempo erano in servizio motrici alimentate in trifase come la linea a cremagliera).

IMMAGINI
fig. 1 - LOCANDINA STORICA / Manifesto pubblicitario d’epoca della Gornergratbahn con orario di servizio / 1899.
fig. 2 - TARGA GGB / Foto Roberto Cambursano / Targa applicata sulla fiancata di un veicolo costruito nel 1964 con logo GGB e nomi case costruttrici SLM e BBC / 2018.
fig. 3 - STAZIONE DI ZERMATT / Foto Roberto Cambursano / Convogli alla stazione di Zermatt della Gornergratbahn / 2018.
fig. 4 - TRATTO A DOPPIO BINARIO / Immagine da Pixabay / Un convoglio in transito su un tratto a doppio binario della Gornergratbahn / 2017.
fig. 5 – INCROCIO TRENI / Foto Roberto Cambursano / Incrocio di convogli alla stazione di Riffelalp. In primo piano, un deviatoio a cremagliera Abt / 2018.
fig. 6 – CONVOGLIO NELLA NEVE / Foto Roberto Cambursano / Treno ascendente in doppia composizione di motrici articolate / 2018.
fig. 7 - IN ARRIVO AL GORNERGRAT / Foto Roberto Cambursano / Convoglio in arrivo alla stazione di Gornergrat composto da motrice e rimorchiata SLM/BBC del 1981 / 2018.
fig. 8 - DOPPIA COMPOSIZIONE / Foto Roberto Cambursano / Convoglio alla stazione di Gornergrat composto da due diverse motrici articolate (SLM/BBC del 1993 e Stadler del 2006 a pianale parzialmente ribassato) / 2018.
fig. 9 - IL CERVINO DAL GORNERGRAT / Foto Roberto Cambursano / Vista sul Cervino dalla stazione di Gornergrat / 2018.
fig. 10 - RIFFELALPTRAM / Foto Whgler- Lic.CC3.0 / Il tram proveniente dalla stazione di Riffelalp e diretto all’Hotel omonimo / 2007.