STEFER ROMA, n° 401

Anno di costruzione: 1938

INTRODUZIONE

Uno dei progetti più ambiziosi di Atts prevede il restauro della motrice 401 ex-Stefer per riportarla a viaggiare sui binari il prima possibile. Si tratta della prima motrice che ha montato lo snodo tipo "Urbinati", poi utilizzato per decenni su tutti i tram articolati italiani: un tram unico e di altissimo pregio storico. Il suo restauro sta seguendo un percorso diverso da quello di tutti gli altri, poiché viene finanziato grazie a una sottoscrizione permanente. Per tale motivo, non è possibile ipotizzare alcuna tempistica sulla fine dei lavori: tutto dipende dall'andamento di questa raccolta. Più fondi Atts riesce a recuperare, più velocemente questo tram tornerà sui binari.

IL PROGETTO

Atts intende riportare il tram nelle condizioni di inizio servizio. Ricordiamo che, come sempre, andranno obbligatoriamente applicati alcuni aggiornamenti previsti dalle attuali normative, onde permetterne la circolazione sulla rete di Torino: ad esempio, dovremo eliminare il castelletto del pantografo, installeremo pattini elettromagnetici, impianti tvcc e radiofrequenza, fanaleria adeguata all’attuale Codice della Strada. Queste modifiche altereranno forzatamente l’estetica della vettura, ma sarà cura dell’Atts renderle più discrete possibile.

SCHEDA TRAM E BREVE STORIA

Per una breve presentazione del tram e i relativi dati tecnici, si rimanda alla pagina dedicata.

CRONISTORIA

2008

Nel febbraio 2008, Atts è entrata in possesso della prima motrice articolata italiana con giostra di tipo "Urbinati". Tutto ciò, grazie alla società METRO-ROMA S.p.A (erede della vecchia Stefer e all’epoca proprietaria della motrice 401), che ha donato il tram ad Atts per mezzo del sig. Giuseppe De Grisantis, presidente di AMIT-Roma, che ci ha dato un aiuto fondamentale nel reperire questa e altre motrici romane. Da Roma il veicolo ha raggiunto Mondovì, dove un’azienda locale, grazie a una sponsorizzazione, consentiva di effettuare alcuni lavori di risanamento e restauro a condizioni vantaggiose.

Nei primi mesi, il tram resta ospite nel cortile dello stabilimento, fino all'inverno 2008/9; l'immagine in basso si riferisce proprio a questo periodo.

2009

Passato l'inverno, i lavori cominciano grazie al sostegno del fondo "pro restauro 401". Partiamo proprio dal danno maggiore, causato da un urto avvenuto a Roma prima dell'accantonamento. Come si suol dire, "non tutti i mali vengono per nuocere": la riparazione del muso permetterà di annullare le modifiche effettuate nel corso degli anni (come ad esempio la posizione dei fanali), riportando la vettura allo stato d'origine. Per il resto, il tram è stato privato di arredi, porte e finestrini per facilitare i lavori di carpenteria alla carrozzeria.

2014

Tutto sembra procedere nel migliore dei modi fin quando un primo cambio di gestione e la successiva crisi economica rallentano i lavori, fino a sospendere la sponsorizzazione. Il tram è sempre ospitato al coperto, mentre l’Atts prova a rinnovare la sponsorizzazione con la nuova proprietà. I lavori procedono con la slamieratura dell'intera cassa anteriore e un primo risanamento della struttura portante.

2015

Neppure la nuova gestione riesce a risollevare le sorti dell'azienda, che nel 2015 viene liquidata. Il tram, rimasto per anni al coperto, deve a quel punto essere sgomberato; Atts provvede quindi a recuperarlo. Grazie alla disponibilità di Gtt e Infra.to, Atts ha ottenuto uno spazio dove ricoverare in sicurezza la 401, nel comprensorio della metropolitana di Torino, a Collegno. Nel novembre 2015 il tram viene quindi trasferito, in attesa di trovare una nuova collaborazione per riprendere il recupero di questo fondamentale pezzo storico.

2016

La 401 passa l'inverno 2015-16 alle intemperie e i progetti per proteggerla restano sulla carta fino a quando i soci operativi Atts non ottengono l'autorizzazione ad accedere ed effettuare interventi conservativi all'interno del comprensorio di Collegno. Le norme sono molto restrittive ma una volta ottemperati tutti i doveri, finalmente Atts può intervenire sui tram ospitati nel deposito della metropolitana. Non tardano quindi a vedersi i primi risultati: si provvede subito a proteggere la struttura del tram con una vernice antiruggine e, per evitare che occhi poco esperti possano confondere questo prezioso reperto con un comune rottame, si inizia a esporre lo striscione di Atts. Il piano dei lavori prevede la completa protezione del tram con l'antiruggine, la chiusura dei finestrini e delle parti di carrozzeria rimosse in modo da avere un veicolo integro che possa essere coperto da un telone. Nel corso del 2016 si è quasi completato il primo punto.