Torino, tram filobus metro. Le reti torinesi di trasporto urbano a impianto fisso (2010)

 

         

Antonio Accattatis

Torino, tram filobus metro. Le reti torinesi di trasporto urbano a impianto fisso

2010, ETR editore

 

Dai primi tram a cavalli, a quelli elettrici, fino alla nuova linea 4; dal primo esperimento di filobus agli albori del novecento, alla metropolitana automatica nei primi anni del ventunesimo secolo. "Torino Tram Filobus Metro" presenta l’evoluzione della rete tranviaria, filoviaria e metropolitana nel capoluogo subalpino con una quantità di dati storici e statistici senza precedenti, riguardanti la storia del trasporto pubblico in generale e delle linee esercite in particolare.

Il libro è stato presentato dal Tgr Rai il 17 dicembre 2011.

L'opera riprende lo schema presente in "Linee tranviarie a Torino": la prima parte di ogni capitolo, dedicata all'evoluzione della rete, è stata notevolmente approfondita, così come le schede riguardanti la storia di ogni linea sono state riscritte con ancora maggiore dettaglio. I primi tre capitoli raccontano l’evoluzione della rete tranviaria urbana, dalle prime società private concessionarie del servizio, all’ATM fino all’attuale GTT. I tre capitoli successivi sono dedicati alla rete interurbana, alla piccola ma interessante rete filoviaria e alla storia della metropolitana, dai progetti degli anni sessanta alla realizzazione attuale.

Altrettanto vasta la documentazione fotografica, con circa 180 fotografie, metà delle quali inedite: la linea 3 al capolinea a triangolo di via Martorelli, la linea 6 al capolinea di piazza Carlo Felice, la linea 8 in via Bergamo. E poi la linea 14 sul ponte Isabella, la linea 17 al capolinea di piazza Modena, la linea speciale 27; la tranvia per Orbassano in corso Unione Sovietica, il viaggio inaugurale sulla Sassi-Superga, il primo filobus del 1902... A queste si aggiungono oltre 30 figure con tracciati e mappe della rete.

TFM1E per concludere un’appendice ricca di curiosità: le tabelle dei colori con i quali sono state per lungo tempo identificate le linee, l’elenco di anelli e raccordi all’unificazione delle reti, le linee notturne e le forzate limitazioni al servizio tranviario durante la seconda guerra mondiale, e infine le opere realizzate in occasione di avvenimenti particolari, la funicolare, la monorotaia e l’ovovia.

 

La rete tranviaria Sbt-Stt

A partire dal 1872 la Société Belge-turinoise des Tramways (Sbt) e la Società Torinese di Tramways e ferrovie economiche (Stt) ottengono le concessioni di alcune linee tranviarie in ambito urbano; le due società, dapprima in concorrenza e successivamente in collaborazione, danno vita alla prima rete tranviaria di Torino. La rete, inizialmente a cavalli, viene elettrificata negli anni intorno al 1900, per essere poi assorbita, nel 1922, dall’Azienda Tranviaria Municipale (Atm) che ne riscatta le concessioni.

 

La rete tranviaria Saeai-Atm

Nel 1897 un terzo soggetto si affaccia sulla scena tranviaria torinese: si tratta della Società Anonima Elettricità Alta Italia (Saeai), che ottiene le concessioni per sei nuove linee a trazione elettrica. Nel 1906 il Comune di Torino delibera il riscatto di tale rete e dà origine all’Atm che si espande impetuosamente fino allo scoppio della I guerra mondiale. Negli anni Venti anche la rete Sbt-Stt viene riscattata, dando origine ad una rete unificata, capillare e razionale. Superato il periodo bellico, l’espansione tumultuosa della città negli anni Cinquanta e Sessanta mette in crisi la rete tranviaria che viene pesantemente ridimensionata e rischia anche la soppressione a favore delle nuove e più flessibili linee automobilistiche.

La rete tranviaria Atm-Gtt Nel 1982 nasce una nuova rete, impostata in base allo studio dei flussi di traffico, che sostituisce la preesistente. Sulla carta si prevedono cinque linee interamente protette più otto linee tradizionali; in realtà se ne attivano una decina complessivamente. Il passaggio al nuovo secolo per la rete tranviaria cittadina avviene tra luci e ombre: a fronte di un paio di linee che vengono soppresse nasce la prima linea di metropolitana, mentre quartieri periferici come Mirafiori Sud e la Falchera vedono il prolungamento di una linea tranviaria.

TFM2La rete tranviaria extraurbana e la Sassi-Superga Intorno al 1880 diverse società ottengono la concessione di linee tranviarie a vapore che collegano Torino con località del circondario come Moncalieri o Venaria, ma anche con comuni molto più distanti come Pinerolo o Saluzzo. Nei primi decenni del Novecento le linee vengono rimodernate ed elettrificate e, alcune di esse, passano alla gestione comunale attraverso la Satti. La difficile coesistenza col traffico automobilistico fa sì che nessuna di esse sopravviva però oltre gli anni Cinquanta.

 

La rete filoviaria

Per quanto a Torino la rete filoviaria rimanga sempre marginale rispetto alla rete tranviaria prima e a quella automobilistica poi, nel 1902 il capoluogo subalpino è una delle prime città al mondo a vedere la sperimentazione di un filobus lungo le proprie strade.  La rete filoviaria torinese raggiunge la massima estensione a metà degli anni Cinquanta, con cinque linee urbane e due suburbane; da quel momento inizia anche il suo declino che si conclude nel 1980 con la trasformazione in automobilistica dell'ultima linea filoviaria rimasta.

 

La metropolitana

La storia della metropolitana di Torino è una lunga sequenza di progetti, esperimenti, ripensamenti e addirittura leggende metropolitane. Ma è solo nel nuovo millennio che finalmente viene inaugurata, in occasione delle olimpiadi invernali del 2006, la prima metropolitana automatica in Italia sul percorso della linea 1 tranviaria. Viene apprezzata in breve tempo senza riserve dai torinesi: un'inchiesta di Altroconsumo sui trasporti pubblici pubblicata a settembre 2010 le assegna un grado di soddisfazione da parte degli utenti pari a 83 su 100, assegnandole di gran lunga la palma di migliore metropolitana d'Italia.